Lovy Bag Trussardi

Lovy Bag Trussardi: la nuova campagna pubblicitaria

Lovy Bag Trussardi, l’eccellenza italiana

Uno degli oggetti più desiderati della stagione primavera-estate 2017 sarà la nuova creazione della maison Trussardi, la loro LOVY Bag!

Un oggetto che ha richiamato l’attenzione di molte donne e di molti addetti ai lavori.

La filosofia con cui nasce questo meravigliosa borsa è quella di eleganza allo stato puro.Un’ icona contemporanea che racchiude nella sua essenza un concebtarto di gusto, qualità e lavorazione artiginale.

Il famoso e agognato “Made in Italy”.L’eccellenza che permette ai propdotti italiani di essere un cult nell’immaginario mondiale.

 

La famiglia Trussardi ha scelto, per questoa creazione il suo pellame storico, ovvero il crespo, per la realizzazione della borsa “must have”, flessibile e compatta!

Il materiale usato dalla maison italiana, vanta doti di indistruttibilità, e per l’occasione è stata creata nelle versioni super luxury.

La it-bag di casa Trussardi, con la sua silhouette di misura media, non lascia nulla al caso e vince per stile e funzionalità, adattandosi a tutte le occasioni e agli outfit più sofisticati. Basta staccare la tracolla, infatti, e LOVY bag si veste da sera e diventa l’accessorio prezioso che cercavi per il tuo look.

Casual, classic, trendy: LOVY Bag è l’accessorio che connota qualsiasi stile anche grazie all’ampia gamma delle nuance proposte. Dalle creazioni in avorio, rosa o grigio chiaro, a quelle in nero, melanzana o ruggine, perfette per l’urban style. E per chi cerca un look glamour ecco l’inaspettata e asimmetrica serie di intarsi rigati rosso fuoco, blu indaco e nero.

Il tutto valorizzato dalla chiusura con lo storico marchio, il levriero, in metallo.

Per presentare e raccontare questa nuova creazione è stata scelta una testimonial d’eccezione, ovvero la nota showgirl Michelle Hunziker, ritratta nella Villa Trussardi di Bergamo da Fabio Liedi autore anche dei mini video accompagnati dalla colonna sonore scritta e interpretata da Gaia Trussardi.

Autore dell'articolo: Debora Gemin