Petra Collins per Gucci

Petra Collins per Gucci Eyewear P/E 2017

Petra Collins, il video onirico di presentazione della collezione

Petra Collins è la famosa fotografa canadese, scelta dalla maison Gucci, per far conoscere i nuovi occhiali da sole.

La nuova linea della maison sipresenta con un look molto glamour, ricoperti di cristalli, maxi cascate di glitter e dalle forme ampie e molto particolari.

La scelta dell’ ambientazione del video promozionale è ricaduta sulla terra natale della nonna della fotografa, l’ Ungheria.Dove nel suo appartamento è stato creato il sogno onirico e nostalgico, sulle note della canzone, “Eyes without a face“, cantata dai Baustelle.

Petra Collins, per il suo corto, ha lavorato sui suoi ricordi. Protagonisti del film sono i luoghi della sua infanzia, i meravigliosi paesaggi rurali e gli ambienti dell’Ungheria dove è nata.

I colori sono quelli delle favole. Il mood e le atmosfere dell’Europa dell’Est Anni 70. Guardate le immagini qui sopra: sono tratte dal cortometraggio che Petra Collins ha diretto, dedicato alla collezione Gucci Eyewear Primavera Estate 2017.

Per la collezione Gucci Eyewear Primavera Estate 2017, Petra Collins crea un mondo nel quale niente è realmente ciò che appare, e quel che inizia come una finestra sulla vita di una famiglia contadina presto lascia spazio a un sogno fantastico.

Sfuggendo dall’atmosfera assopita del salotto della nonna, due suoi giovani cugini vengono trasportati in un viaggio surreale, vagando attraverso gli onirici paesaggi di campagna prima di addentrarsi nei decorati ambienti dei tradizionali bagni termali che fanno da teatro alle scene finali di questo viaggio.

Nel corso del film, modelli chiave della collezione Gucci Eyewear Primavera Estate 2017 diventano tutt’uno con gli scenari surreali abitati da personaggi eclettici.

Tra questi, gli occhiali “Hollywood Forever”, che hanno debuttato sulla passerella della collezione donna Primavera Estate, illuminano l’atmosfera con grappoli di cristalli e sofisticate decorazioni.

 

Autore dell'articolo: Debora Gemin